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  • Centro per la salute delle donne e la prevenzione delle mutilazioni dei genitali femminili (CBF)

    Burkina Faso
    2005 – Diritti e salute sessuale e riproduttiva

    Partner locali:

    Voix des Femmes, associazione di donne;
    Mwangaza Action, organizzazione non governativa, cui sono affidati gli interventi di informazione nella comunità;
    Comitato nazionale per la lotta contro le mutilazioni dei genitali femminili (CNLPE), dipendente dal Ministero degli Affari sociali, cui è affidata la formazione delle altre organizzazioni locali.

    Dove:

    a Ouagadougou, capitale del Burkina Faso

    La situazione

    Il Burkina Faso è un paese del Sahel arido e povero di circa 10 milioni di abitanti, con un reddito pro capite di 1.220 dollari all’anno, un indice di mortalità materna di 1.000 su 100.000 nati vivi, un indice di mortalità infantile di 116 per 1.000 nati vivi e un tasso di fecondità di 6,8 figli per donna. La crescita demografica nella capitale è costante: si arriva dalle campagne in cerca di una vita migliore, con il miraggio di una modernità fatta di beni e servizi come scuole e sanità, che però non ci sono quasi mai. Nei nuovi distretti urbani mancano l’acqua e le fogne, non c’è un ambulatorio medico, le strade sono di terra battuta e le persone si ritrovano ancora più strettamente legate alle proprie pratiche tradizionali: oltre il 70 per cento delle donne burkinabé ha subito una qualche forma di mutilazione dei genitali. È in uno di questi distretti che è nato il Centro per la salute delle donne e la prevenzione delle mutilazioni dei genitali femminili (Mgf).

    Come è nato il progetto

    Per essere efficace, una legge che vieti le Mgf deve essere inserita in un programma globale di promozione dei diritti delle donne e accompagnata da campagne di informazione che promuovano un cambiamento dei comportamenti e da servizi per la salute sessuale e riproduttiva che rispondano ai bisogni specifici di donne e ragazze. Lo afferma la “Dichiarazione del Cairo per l’eliminazione delle mutilazioni dei genitali femminili”, frutto della Riunione afro-araba di esperti su “Norme legali per la prevenzione delle MGF” organizzata nel giugno 2003 al Cairo, nell’ambito della campagna StopFGM! coordinata da AIDOS. È stato un lungo articolo su questa Riunione pubblicato su l’Unità a ispirare la direzione generale dei Democratici di sinistra, che ha scelto questo progetto di AIDOS per la campagna di tesseramento del 2004 e 2005. Sono stati così raccolti i fondi – un euro per ogni tessera – che hanno permesso l’avvio del progetto.

    Come funziona il progetto

    Il Centro per il benessere della donna, costruito (clicca sulle foto per ingrandire) sulla base di un progetto elaborato gratuitamente dall’architetto italiano Riccardo Vannucci dello studio FARE – for an architecture of reality, funziona come un centro multi-servizi, e cioè:

    • consultorio per la salute sessuale e riproduttiva, sul modello di quelli italiani, dove opereranno una ginecologa, un’ostetrica, una psicologa, un’infermiera, oltre al personale amministrativo e logistico, e che fornisce assistenza ginecologica primaria, servizi pre e post parto, informazioni per la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, servizi di contraccezione, assistenza psicologica;
    • centro di formazione per la realizzazione di corsi rivolti agli attori sociali che possono contribuire attivamente a promuovere l’abbandono delle mutilazioni dei genitali femminili;
    • attività di sensibilizzazione rivolte alla comunità, agli uomini e alle/gli adolescenti;
    • servizio di assistenza giuridica, con la presenza di una giurista, per rendere le donne più consapevoli dei propri diritti e degli strumenti a disposizione per affermarli;
    • campagna di informazione attraverso i media;
    • programma di ricerca pionieristico sulle conseguenze psicologiche delle mutilazioni dei genitali femminili e sulle cause di persistenza della pratica.

     

    Risultati

    • costruzione del centro, grazie all’architetto Riccardo Vannucci, che ne ha realizzato gratuitamente il progetto, coniugando tecniche di costruzione locali e soluzioni innovative nel senso del risparmio energetico e della sostenibilità ambientale: un modello per l’Africa;
    • le attrezzature sono state acquistate;
    • sono state avviate tutte le attività di consultorio;
    • sono state avviate le attività di Mwangaza Action – sensibilizzazione nella comunità e ricerca – e di CNLPE, formazione;
    • è stata reclutata una giovane giornalista, per promuovere una maggiore copertura della tematica delle Mgf da parte dei media locali.

     

    Quanto costa

    700.000 euro per tre anni

    Chi  ha finanziato

    Democratici di Sinistra con i fondi raccolti durante la campagna di tesseramento 2004/2005 (600.000 euro).

    Fondi da raccogliere

    Per continuare la propria attività in Burkina Faso e garantire alle donne la possibilità di poter usufruire ancora dei servizi  del Centro, AIDOS ha bisogno del vostro contributo che potete offrire donando on line oppure scegliendo un’altra modalità.

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