MAO 6 Aprile

 

 

 

 

 

Venerdì 6 aprile 2018, ore 18

 

L’ISOLA CHE NON C’E’ PIU’

L’odissea nel mondo di un principe balinese

Maria Pia Simonetti, editor e consulente letteraria, presenta

Idanna Pucci, autrice del libro.

 

Ingresso libero fino esaurimento posti disponibili.

MAO Museo d’Arte Orientale

via San Domenico 11 – Torino

 

Storie di vita vissuta, con un sapore di magia, destinate a risvegliare in noi sentimenti di meraviglia e gioia interiore, così necessari in un tempo di incertezze e paure. Sono le avventure del principe Madé Djelantik, che Idanna Pucci, fiorentina di nascita e balinese di adozione, ha raccolto dal suo maestro e mentore.

 

«Questi racconti dal sapore magico dimostrano che è possibile

essere cittadini globali pur rispettando le proprie le tradizioni…»

Mary Catherine Bateson, antropologa culturale

 

Isola che non c'è NEW Piatto

Madé Djelantik, personalità tra le più amate nella storia contemporanea dell’isola di Bali, nato nel 1919 in piena epoca coloniale e feudale in un leggendario palazzo reale, è stato testimone di momenti chiave nella storia del suo paese e del mondo: la seconda guerra mondiale, l’indipendenza dal giogo olandese dopo quattro secoli, fino ai grandi cambiamenti provocati nella sua isola da uno sviluppo sfrenato. Spinto da una vocazione precoce per la medicina, va a studiare – primo tra i balinesi – in Europa, all’Università di Amsterdam. Conseguita la laurea, il suo lavoro di medico lo porterà nelle regioni più remote del mondo: prima in luoghi sperduti dell’arcipelago indonesiano, poi sulle montagne dell’Afghanistan e negli aridi deserti dell’Iraq e della Somalia per tornare infine nella sua Bali a fondare il primo ospedale dell’isola. In ognuno di questi luoghi il principe medico incontra e supera, per caso o per destino, avventure e pericoli di ogni sorta: l’attacco di un esercito di talpe in fuga, un agguato dei pirati nel mar cinese, un bombardamento, una terribile eruzione vulcanica, l’arresto della polizia segreta di Saddam Hussein, scampando perfino ai denti di coccodrilli affamati.

Si crede che la sua straordinaria incolumità è legata profeticamente a un «segno» individuato in lui bambino dal grande poeta indiano Rabindranath Tagore. Poco dopo aver compiuto 80 anni, nel 1999, il dottor Djelantik deve sottoporsi a una semplice operazione chirurgica nello stesso ospedale di Bali da lui fondato. Ma, a causa d’una forte infezione postoperatoria, cade in un coma profondo. Tuttavia, dopo oltre un mese riprende conoscenza.

Questa esperienza fa affiorare ricordi che lui definisce ‘tra la morte e la vita’ e che traduce in acquarelli pieni di colore ed energia. Proprio queste immagini sono all’origine della suggestiva tessitura narrativa di Idanna Pucci.

Ogni episodio apre, per il lettore, una finestra su una nuova prospettiva del mondo. E, al termine della lettura, la somma di tali scoperte gli avrà rivelato l’incomparabile visione di “un’isola che non c’è più” e di cosa significhi, oggi, essere testimone di un mondo tradizionale in estinzione.

 

«Un libro che ci ricorda come nell’arida trama di cause ed effetti della vita materiale

può esistere un’altra trama, fatta di illuminazioni, coincidenze e miracoli…»

Francesco Clemente, pittore e disegnatore

 

 

Djelantik IdannaCresciuta a Firenze, Idanna Pucci si laurea in Lettere comparate alla Columbia University di New York. Si trasferisce poi in Indonesia e compie ricerche sul mito e la tradizione orale. Pubblica un classico della cultura balinese: The Epic of Life: a Balinese Journey of the Soul. In seguito scrive Una Vita per l’Africa (LEF) da cui trae il documentario Africa nera Marmo bianco, che vince il Grand Prix al Festival d’Annecy e, nel 2014, Best Documentary al Festival di cinema indipendente di Berlino. Recentemente Idanna ha prodotto Radio Drive Teheran, documentario sulla vita di alcune temerarie donne iraniane. Nel libro The Trials of Maria Barbella racconta la storia della prima campagna contro la pena di morte promossa nel 1895 dalla sua bisnonna americana per salvare la prima donna sentenziata alla sedia elettrica, un’emigrante lucana di vent’anni. L’edizione italiana, dal titolo La signora di Sing Sing, esce con la LEF nel 2016 in veste nuova con la prefazione di Edgar Morin.

 

 

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>> 

 

 

MAO Museo d’Arte Orientale Via San Domenico 11, Torino

 

Il Museo Un viaggio in Oriente. Oltre 2200 opere provenienti da diversi Paesi dell’Asia, dal IV millennio a.C. fino al XX d.C., raccontano cinque diversi percorsi per cinque diverse aree culturali: Asia meridionale, Cina, Giappone, Regione Himalayana, Paesi Islamici dell’Asia. Culture millenarie distanti e poco conosciute si avvicinano al pubblico. Il MAO, invita ad un viaggio affascinante di scambio, scoperta e conoscenza.

 

Info t. 011.4436927 – e-mail [email protected] – sito www.maotorino.it

Facebook MAO. Museo d’Arte Orientale | Twitter @maotorino

Orario mar-ven h 10 -18; sab-dom h 11 – 19; chiuso lunedì. La biglietteria chiude un’ora prima.

Tariffe Intero € 10, ridotto € 8, gratuito fino ai 18 anni e abbonati Musei Torino Piemonte

Uff.stampa Raffaella Bassi 011 4436919|340 3739197 [email protected]fondazionetorinomusei.it

 

Lascia un commento