SMOG

 
Smog in città: discussione in sala Rossa 
 

L’assessore Lavolta ha risposto, oggi pomeriggio in Consiglio comunale, a due richieste di comunicazione sull’inquinamento in città. Una presentata dal consigliere Silvio Viale (PD) la seconda dal consigliere Michele Curto (Sel).

Nella discussione è intervenuto anche il sindaco Piero Fassino. Di seguito gli interventi.

 

 

Assessore Enzo Lavolta

 

Rispondendo alle richieste di comunicazioni dei consiglieri Silvio Viale sulla situazione degli inquinanti dell’aria a Torino e Michele Curto sulla gratuità dei mezzi pubblici nelle giornate di oggi e domani, l’assessore Enzo Lavolta, ha sottolineato che le misure adottate sono coerenti con gli indirizzi approvati dal Consiglio comunale varati con il piano antismog del 2012.
“Misure – ha detto l’assessore – strutturali fatte con i cittadini e non contro i cittadini”. E grazie ad esse, ha spiegato l’assessore, possiamo dire che oggi si respira meglio che nel 2011.

Questi i dati forniti da Lavolta: le Pm10 nel 2014 sono diminuite del 31% rispetto al 2011 con una concentrazione di 35mcg per metro cubo rispetto al 51 mcg del 2011. Proseguono gli sforamenti, ha riconosciuto l’assessore, ma sono calati nello stesso periodo del 45%: erano 125 nel 2011, sono stati 67 nel 2014.

Le misure strutturali citate dall’assessore riguardano il potenziamento del Servizio ferroviario metropolitano, l’implementazione del teleriscaldamento che è il più esteso in Italia (ne usufruiscono 560.000 cittadini ) ed il bike sharing, in costante crescita, che registra 1,7 milioni di prelievi nel 2014 e un numero di stazioni triplicato.

Infine l’estensione del car sharing: sono ormai 5.000 gli abbonati, il 20% dei quali ha dismesso l’auto privata, ed entro il 2017 400 nuove auto elettriche prodotte nel torinese entreranno in servizio, col supporto di 700 stazioni di ricarica.

Inoltre ha spiegato l’assessore “è in atto un processo di diagnosi dei più di 800 edifici comunali della città, a partire dalle scuole, per avviare manutenzioni straordinarie per l’efficentamento e la sostenibilità energetica”.

“La collocazione geografica della città e i 40 giorni di assenza di precipitazioni – ha concluso Lavolta – non ci aiutano ma stiamo facendo tutto quello che è in nostro potere, e la gratuità in questi due giorni sulle tratte urbane e suburbane dei mezzi pubblici è un’azione di sensibilizzazione dei cittadini. Anche questa misura in favore di un maggior coinvolgimento positivo dei cittadini, con loro quindi e non contro di loro”.

Silvio Viale – Pd

Sono abbastanza soddisfatto della risposta dell’assessore perché anche quest’anno non ci saranno blocchi e targhe alterne, completamente inutili. Peraltro, a Torino noi abbiamo 8 mesi nella norma è solo i quattro mesi invernali superano i limiti, con valori però sempre minori. Infatti le concentrazioni del PM 10 sono calate del 70%. In questi giorni il PM10 supera i limiti, ma non c’è una emergenza sanitaria. Bisogna proseguire sulle politiche di riduzione delle emissioni. La decisione di trasporti gratis per due giorni è positiva come messaggio promozionale, ma sarebbe sbagliato considerarla un provvedimento emergenziale per ridurre i valori di questi giorni.

Maurizio Marrone – Fratelli d’Italia

Il numero degli sforamenti di Pm10 ha sancito l’inefficacia di tutte le misure politiche contro l’inquinamento atmosferico, intraprese da questa Giunta. Tutte le limitazioni, come l’ampliamento della Ztl (senza il ridisegno delle aree pedonalizzate) arreca danni al commercio.

Riconosco le misure strutturali come promuovere il trasporto dalla gomma alla rotaia o il teleriscaldamento ma impedire il traffico stradale in una tale via o ora non ha alcun fondamento scientifico. Se la causa è legata alle condizioni meteorologiche si deve ragionare in termini strutturali e non ideologici.

Fabrizio Ricca – Lega Nord

Forse l’assessore Lavolta non sa che le vetture car sharing inquinano come tutte le altre auto perchè sono a benzina quindi non ci venda questo servizio come soluzione allo smog. Vorremmo sapere qual è la copertura economica sui due giorni gratuiti sui mezzi pubblici. quali sono le misure a partire dalla prossima settimana: mezzi gratuiti o chiusura della Ztl? Visto che sono stati tagliati negli ultimi 5 anni 5 milioni di Km e il costo del biglietto è aumentato del 50%.

Sarebbe interessante avere un risposta confrontandosi con il Consiglio comunale per elaborare insieme un Piano antismog, visto che l’ultimo piano presentato è stato totalmente bocciato dallo stesso, e non queste iniziative (2 giorni gratuiti sui bus) che assomigliano molto a uno spot.

Michele Curto – Sel

La buona notizia è quella del premio OSCE alle politiche ambientali e alle misure strutturali che hanno permesso la riduzione di 40mila ingressi giornalieri di traffico veicolare, del 48% di ammoniaca, del 42% di biossido di carbonio, del 28% di emissioni Pm10. La cattiva notizia è che il premio è stato assegnato alla città di Milano, che ha avuto il coraggio di attuare interventi strutturali adeguati. Invece noi ci troviamo a discutere della percezione dei dati, diversa fra sindaco e assessore. E se è vero che abbiamo contratto le emissioni di Co2, va anche detto che la contrazione è dovuta alla diminuzione di veicoli privati circolanti a causa della crisi economica. Il problema è che potevamo fare cose diverse, soprattutto potevamo fare molto di più, ed invece stiamo parlando di qualità dell’aria solo per l’annuncio di due giorni di mezzi pubblici gratuiti, senza che sia stato anticipato e senza che sia, purtroppo, seguito da una politica strutturale su questi temi.

 

Andrea Tronzano (FI): A parte che ci sono persone che hanno già pagato l’abbonamento settimanale e ora subiscono i due giorni gratuiti… In merito alla scenario più complessivo, vorrei dire che avevano un fondamento le nostre polemiche sull’inutilità della ZTL ambientale, delle pedonalizzazioni e sulla scelta sbagliata di diminuire il numero di chilometri del trasporto pubblico locale con l’aumento del costo del biglietto. Queste azioni sono da rivedere perché così come sono strutturate non funzionano. Ma servono, soprattutto, investimenti risolutivi e non temporanei e, in questo senso, le emissioni degli appartamenti rimangono il tema centrale da affrontare. Magari utilizzando contributi pubblici che permettano interventi per caldaie di nuova generazione e valvole, non a spese dei cittadini.

 

Marco Muzzarelli (PD): L’incontro avuto pochi giorni or sono con Legambiente in commissione Smart City, ci ha permesso di approfondire alcuni dati che fanno emergere la reale diminuzione del Pm10 nell’aria nella nostra città. Valori diminuiti e qualità dell’aria migliorata. Ma non basta ancora, perché oggi l’aria che respiriamo a Torino non è ancora una “buona aria”. Inoltre: nell’ultimo anno non sono aumentati i chilometri di piste ciclabili e per quanto riguarda il trasporto pubblico locale, è diminuita l’offerta di chilometri/vettura per ogni abitante. In sostanza si utilizza di più il mezzo pubblico ma ci sono meno chilometri percorsi. Un ultimo dato significativo riguarda il fatto che l’88% del pm10 è causato dal traffico. E’ allora evidente che le molte azioni già realizzate dall’amministrazione, pur migliorando la qualità dell’aria, non sono sufficienti. Servono interventi strutturali a breve e a lungo termine. Nel breve termine con misure che portino ad incentivare l’utilizzo del mezzo pubblico e contemporaneamente disincentivare l’utilizzo di quello privato. Sul lungo periodo, ragionando e formulando ipotesi all’interno delle commissioni Ambiente e Smart city, perché quanto fatto finora non basta più.

Maurizio Trombotto (SEL)

Direi il falso se affermassi che questa Amministrazione non ha sviluppato politiche sulla qualità dell’aria: ma si tratta di politiche non risolutive, seppur condivisibili. Inoltre, anche alcuni soggetti privati hanno contribuito ad esse (il che, non è certo negativo), come nel caso del car sharing. Avrei voluto che, oltre all’assessore Lavolta, intervenisse in aula anche l’assessore Lubatti. Su troppe cose non si ha avuto coraggio. A partire dalla scelta di non effettuare il referendum sul road pricing, che poteva essere un provvedimento inizialmente impopolare ma che, laddove è stato applicato, ha sortito effetti benefici sull’ambiente. Sul riordino del trasporto pubblico locale, un interessante studio del Politecnico è rimasto nei cassetti, mentre la rete attuale risale agli anni Ottanta. Non si sono realizzate alcune pedonalizzazioni importanti come via San Donato, piazza Statuto, Vanchiglia. E che fine ha fatto il 15% dei proventi delle multe che doveva essere utilizzato per realizzare il “Biciplan”? Infatti, come si può pensare di far attestare la metro 1 in piazza Bengasi senza un parcheggio d’interscambio adeguato?

Enzo Liardo (NCD)

Questa città sconta scelte urbanistiche e trasportistiche sbagliate che risalgono alla seconda metà degli anni Settanta e agli anni Ottanta, con la scelta di non realizzare la metropolitana sotterranea bensì quella “leggera”. Non si è mai fatto un bilancio di quelle scelte, proseguendo anzi nella stessa direzione sbagliata (metro leggera, linea 4…). Oggi, la soluzione è così compromessa da non poterne attribuire la colpa al solo assessore in carica. Penso a scelte inutili come il parcheggio Caio Mario, che serve una linea di tram la quale impiega ben 1 ora e un quarto ad attraversare la città, o alla questione del tunnel di corso Grosseto. Si sarebbe potuto scegliere di realizzare una linea di metropolitana che attraversasse tutta la parte nord di Torino. E invece, la linea 2 si realizzerà a partire dal tratto Rebaudengo -Vanchiglia, che diventerà un vero e proprio ramo secco e non continuerà a collegare la periferia al centro.

Chiara Appendino (M5S)

La qualità dell’aria non è un problema recente. La deindustrializzazione e alcune realizzazioni nel trasporto pubblico (il Sistema Ferroviario Metropolitano e la line 1 della Metro hanno fatto sì che l’inquinamento atmosferico sia inferiore a quello di 20 o 30 anni fa, ma il problema esiste. E l’elemento centrale sono le micropolveri, il PM10: L’OMS stima, per l’Italia, 8.000 decessi anticipati a causa dell’inquinamento, con una riduzione media della vita pari a tre anni. Gli effetti veri si vedranno a lungo termine. Si sa che il PM10 è dovuto per il 53% ai trasporti (35% scarichi auto) e la sua concentrazione sale parallelamente al volume di traffico.

Il provvedimento dei trasporti pubblici gratuiti per due giorni, mi pare populista e di una certa superficialità, mi chiedo inoltre se il sistema del trasporto pubblico reggerà – visto che già oggi utilizza tutti i mezzi disponibili – a un pur lieve incremento dei passeggeri. E intanto, a Torino sono in esercizio 84 km di linee tranviarie sui 220 esistenti, si trascura quella che sarebbe una risorsa importante. Occorrono una pianificazione di lungo periodo, una più efficace sensibilizzazione dei cittadini, l’incremento delle piste ciclabili, interventi sulla “malasosta”. Ma intanto, la Regione a guida PD fa marcia indietro sugli sgravi per le auto non inquinanti. Questa amministrazione sta perdendo l’occasione di costruire un futuro più sostenibile per tutti.

Giuseppe Sbriglio – Con Sbriglio insieme

Ho sentito molti interventi ma speravo che si affrontasse il tema sul piano sanitario di cui non si è parlato. Quali possono essere gli interventi di emergenza sanitaria? Sul teleriscaldamento molti utenti lamentano il fatto che per un moroso restano senza riscaldamento e devono ricorrere alle stufe. Sul car sharing non è stata recepita una mozione (da me proposta) approvata dal Consiglio comunale che incentivava i mezzi meno inquinanti al pagamento del parcheggio.

Chiederei all’assessore Lavolta perchè non pensiamo a dei bonus sul modello dei 500 Euro di Renzi, magari a un anno di abbonamento per i mezzi pubblici da dare a soggetti da incentivare.

 

Piero Fassino – sindaco

Questa mattina in una conferenza stampa abbiamo presentato una ricerca del Politecnico di Torino sulla riduzione delle emissioni del Co2 da cui risulta che dal 1991 al 2014 a Torino c’è stata una riduzione delle emissioni del Co2 del 22%. La stessa analisi prevede che, mantenendo gli attuali provvedimenti, le emissioni conosceranno un ulteriore calo dell’8% giungendo al 30% entro il 2020. Dieci punti percentuale in più di riduzione rispetto ai parametri dell’Unione europea fissati al 20% di riduzione nel 2020. 

Sono dati inoppugnabili che dimostrano l’efficacia delle strategie strutturali di tutela ambientale messe in essere dalla nostra Amministrazione.

 

 

Torino, 9 dicembre 2015

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