EZIO BOSSO GENIO DELLA MUSICA

EZIO  BOSSO  GENIO  DELLA  MUSICA

a cura di Maria Grazia Spadaro

 

E’ il caso di dire: sono tornato!

Così chiosa il maestro di fronte alla folta platea, acclamato più che mai all’interno del Teatro Regio.

Ci tiene a definire che il Regio non è il nome di un personaggio, ma esso implica l’appartenenza alla città di Torino, ed è per questo che durante le prove finali, prima dell’esibizione serale, ha desiderato la partecipazione di tutta la cittadinanza, fino ad esaurimento posti, potendo acquistare i biglietti al costo di € 5.00, destinati alla beneficienza.

Ezio Bosso è una forza della natura, la sua vitalità, l’essenza dell’amore, coinvolge ogni essere umano.

Ogni musicista che opera su qualsiasi strumento, compie uno sforzo fisico, ma lo stesso scrittore della musica, sembra sorvolare questo particolare. Chi conosce la passione, la bramosia di creare, supera qualsiasi contrasto, considerando la musica, come lo stesso maestro definisce, un Gesto, un Respiro, una Vibrazione Eterea, aggiungo io.

E non importa sapere se è la musica che si appropria del suo essere, oppure è lui, che trasborda il suo essere in unica nota vibratile, per tramutarla subitaneamente in legge armonica da regalare a tutti gli esseri.

Nell’esibizione di Oceans, Concerto per violoncello e orchestra in “Cavalcare le onde” e “Oceano bianco, oceano vuoto”, ho come avuto l’impressione tangibile che il Compositore Ezio Bosso, facendo echeggiare la sua bacchetta nell’aria, essa possa annullare velocemente il tempo, esaltando tramite le note musicali, la bellezza e la positività delle cose, uccidendo la cattiveria innata nell’uomo.

Ezio  Bosso è un amplificatore dell’immaginazione, tale da trasformare  l’astrattismo spirituale, in elemento concreto, come se la vuotezza dell’animo, man mano si colmi durante il percorso interiore, e si arricchisca commuovendosi nella contemplazione dell’amore. Così la solitudine si annienta, la morte si rianima, esse distraendosi dal suono melodico, riemergono anelanti di vitalita’, conoscenza e altruismo.

Anche il maestro Ezio sembra distaccarsi dal mondo fisico, e si estranea sempre di più, mentre governa la sua  musica; il suo corpo fisico si scuote, e in modo sincronico con la musica, diventa  un tutt’uno.

Il suo fare impetuoso, dunque, accoglie le note sonore, con tutto se stesso, espandendole nell’animo di ogni spettatore.

Ecco, osservando gli oceani, stando seduti ad ammirare, si rileva la superficialità, il vuoto, (simboleggiato tramite i silenzi musicali improvvisi, prima del subentro musicale vulcanico), così come la profondità si assapora in un secondo momento, dopo aver respirato i suoni delle onde, la pienezza dei mari, e allo stesso modo, l’animo si riempie man mano del contenuto di cui ha bisogno, come un getto di confetti bianchi, che penetrando a raffica nell’animo, addolciscono le zone oscure.

Il tutto affinchè  lo spirito intersecandosi col corpo fisico, diviene perfetto per la resistenza della civiltà.

Come dice il Compositore Ezio Bosso:

Infine ti rendi conto che l’Oceano siamo Noi.

Buon Lavoro Grande Maestro

TEATRO REGIO

17 Novembre 2018

EZIO BOSSO   (1971)

Oceani :Concerto per violoncello e orchestra tratto dalla Sinfonia n.1 Oceans (2008)

I Allegro. “Cavalcare le onde” (Atlantico)

II Adagio. “Oceano bianco, oceano vuoto” (Antartico)

III Finale: Quasi presto. “Approdo,noi senza veli” (Indiano)

Antonìn Dvoràk (1841-1904)

Sinfonian.9 in mi minore OP.95 “Dal Nuovo Mondo” (1893)

I Adagio – Allegro molto

II Largo

III Scherzo: Molto vivace

IV Allegro con fuoco

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