DIALOGO COL DOTTOR MINEO

DIALOGO COL DOTT. MINEO

LA RINASCITA DEL SE’ ATTRAVERSO l’IPNOSI REGRESSIVA

 

Perché ancora oggi l’ipnosi è vista con timore e titubanza?

 

Succede, perché spesso si associa l’ipnosi ad una tecnica da palcoscenico, teatrale.

In verità l’ipnosi è una procedura terapeutica che permette di azzerare determinati meccanismi di difesa e rilevare pensieri, utilizzati attraverso la parte destra del cervello.

Si può scorrere indietro nella vita passata del singolo, e addirittura recuperare reminiscenze provenienti dalla fase vitale uterina.

La terapia incide positivamente sui blocchi emotivi, quindi non può che procurare sollievo, e offrire risultati salutari ad un qualsiasi individuo.

 

Da cosa scaturisce l’interesse per tale campo?

Ho fatto studi sulla psicologia clinica, e ho avuto modo di affrontare quelle che sono le radici delle patologie dei disturbi del carattere, piuttosto che della personalità, dunque attraverso la mia curiosità di studioso, ho scoperto che esistono strumenti potenziatori, (tra cui l’ipnosi regressiva), che permettono di poter accelerare il lavoro terapeutico in termini di tempo e di profondità.

E’ dimostrato che una seduta di I.R. (Ipnosi Regressiva), vale quanto 60 sedute circa di psicoterapia classica, proprio perché il viaggio interiore, permette di scavare a fondo rapidamente, tale per cui, il paziente, partecipe di uno stato di coscienza alterata, non potrà dire menzogne, come nello stato iniziale, cioè prima di sottoporsi alla seduta, e questo stato lo renderà rigenerato, lontano dalle problematiche quotidiane e personali.

 

Dottor Mineo la Regressione può produrre effettivi negativi sulla persona?

No, questa è una domanda che mi rivolgono in tanti; la persona in stato di trance, (di rilassamento totale e coscienza alterata) continua ad essere padrona di se stessa, e attraverso il percorso interiore collegato al recupero dei ricordi, permette di eliminare quelle barriere difensive, grazie allo stato di trance.

Se per es. dicessi al soggetto, dammi il portafogli, il paziente si sveglierebbe immediatamente, perché continua ad essere in uno stato cosciente, di consapevolezza, ma allo stesso tempo di rilassamento.

E’ chiaro che al risveglio totale, il paziente ricorda tutto, e anche nel caso in cui il soggetto non riesce ad entrare in regressione fino al ricordo della vita precedente, in ogni caso, nei giorni successivi avrà un sollievo psico-fisico.

 

Come si fa a conciliare scienza e spiritualità, e la religione può ostruire il cammino della regressione?

Esse per anni sono state in lotta, ma sono anche andate a braccetto. Posso solo dire che il buddhismo accoglie questo concetto terapeutico come amplificativo di nuovi orizzonti per gli esseri umani.

Purtroppo, nel passato, alcune forme religiose, hanno strutturato la fede come uno strumento di oppressione e di controllo sulle persone, più che di liberazione, dando a vedere che esistono dopo la morte, inferni e paradisi; ma a mio parere, così non potrebbe essere, poiché la stessa religione cattolica, in vari versi della Bibbia, parla di vite precedenti.

Si pensi al fatto che un disturbo narcisistico di personalità, possa in parte riflettersi su alterazioni dell’autostima; per es. esaminando il caso di un bimbo, che non ha percepito l’affetto dei genitori, si può applicare la psicologia per indagare il fenomeno sui vissuti della prima infanzia (genitori assenti, percezione in un ambiente non attento alle esigenze del bambino, ecc.). Ulteriormente si possono esaminare aspetti complementari (e non sostituitivi) con l’ausilio di altre pratiche, che permettono uno studio più allargato sul soggetto in questione, esplorando attraverso la numerologia, che ne indica il destino attraverso calcoli numerici, e l’angelologia, la quale permette di carpire la protezione di un determinato angelo, al momento della nascita, e poterne quindi richiedere il supporto nei diversi momenti dell’anno.

Ci sono giorni in cui infatti ci si sente inspiegabilmente più ispirati e creativi … e si possono scegliere i momenti migliori per attuare decisioni, cambiamenti riguardo varie tematiche.

Non per ultimo, l’ipnosi regressiva, che indaga sui problemi, rileva le emozioni della vita intrauterina, (come si viene accolti) analizzando anche aspetti karmici delle vite precedenti. Questi elementi combinati, consentono alle persone di poter elaborare i propri problemi sotto differenti punti di vista (anche più arcaici nella propria storia) e utilizzarli come trampolino di lancio per una vita più consapevole e completa.

 

Crede nella metempsicosi?

 Sì, sono convinto che abbiamo vissuto diverse vite precedenti, che l’anima sopravvive accogliendo la trascrizione di molteplici ricordi.

L’ho potuto appurare attraverso l’analisi terapeutica in alcuni pazienti. La mia esperienza ha

potuto rilevare  episodi di vite precedenti, ambientate particolarmente  durante la metà  dell ‘800, o in un contesto inerente la guerra mondiale. Addirittura ricordo di un paziente che aveva dolori lancinanti su un angolo specifico della spalla, e lo stesso ha raccontato, durante la regressione, la sua testimonianza ambientata in epoca romana, riguardo una scena di pugnalamento sulla spalla, e per usare un termine di Freud, “abreazione”, ha fatto evaporare quello che è stato il trauma riferito all’evento, e quindi emersa la patologia, può iniziare la fase di guarigione.

 

Ci parli del percorso terapeutico.

Dipende sempre dalle problematiche, a volte si necessita di una sola seduta individuale, e richiede un periodo di almeno tre settimane affinchè il problema stagliato nel profondo, sia elaborato e interiorizzato, prima di poter eseguire un’altra seduta. Un percorso di analisi approfondita prevede una seduta al mese, per un periodo di 9 mesi circa (il tempo corrisponde a quello di una gestazione), per liberarsi dal peso traumatico.

Altre volte, eseguo corsi collettivi di rinascita, in full immersion.

 

Come si fa a far emergere un trauma pesante, inconsapevole a volte, rispetto ad altri?

Spesso si usano dei ricordi di copertura per non soffrire, ovvero si occulta il trauma, poiché la mente ci tutela dal dolore in maniera attiva. Grazie all’ipnosi ci sono grandi possibilità di poter ricordare traumi dimenticati poiché si aggirano le barriere poste in essere dai meccanismi di difesa. Oltretutto, tengo a precisare che, durante l’ipnosi, esistono diversi metodi per rendere visibile un ricordo angosciante, facendo subentrare un certo distacco, laddove il paziente dimostri particolare dolore vivendo tale ricordo.

Ci sono poi casi in cui persone razionali non sono idonee allo stato ipnotico.

 

Ognuno di noi ha una missione da compiere?

Sì, attraverso la regressione si individuano i percorsi passati di vite precedenti, evitando di perseguire le stesse esperienze per es. delle ultime 2/3 vite di reincarnazione, quindi di inutili e sofferenti reincarnazioni; in questo modo ci si evolve e sappiamo come indirizzare la nostra vita futura.

Siamo sì connessi al nostro passato, ma non siamo il passato, e anche se si sono evidenziati fallimenti, non è detto che in futuro dobbiamo continuare a soffrire.

 

Una curiosità: quale il popolo antico che più lo affascina?

I Sufi, un popolo saggio, in quanto facevano riferimento a molteplici teorie e concetti sottili, volti al perfezionamento interiore, tali da cambiare il mondo intero….

 

Qui mi fermo, in funzione del fatto che la materia è vasta, lascio dunque le riflessioni ai lettori, ringraziando  il  Dottor Mineo per aver concesso qualche spolverata sul tema tanto complesso.

 

Il Dottor G. Mineo tiene un Seminario a Torino il 18 e 19 Maggio 2019.

Per coloro i quali fossero interessati ad approfondire l’argomento, possono telefonare al numero di cellulare 3339179298

 

 

Maria Grazia Spadaro

7 Maggio 2019

 

Lascia un commento